L’area di studio nel Santuario dei cetacei

Le crociere di ricerca aperte ai partecipanti vengono condotte tra la costa italiana e quella francese, nel cuore dell’area marina specialmente protetta per balene e delfini

La zona crociere Tethys in cui si svolgono le ricerche si estende al largo di Sanremo, porto di partenza delle spedizioni: è delimitata grossomodo da Capo Mele sulla costa italiana, Saint Raphael su quella francese, e la parte settentrionale della Corsica. L’area di studio del Cetacean Sanctuary Research (CSR) si trova nel cuore del “Santuario Pelagos”, un ampio tratto di mare specialmente protetto per i cetacei.

Un particolare gioco di venti e di correnti e la conformazione del fondale, con profondi canyon e montagne sommerse, fanno sì che quest’area sia particolarmente ricca di vita, probabilmente come nessun’altra nel Mediterraneo. Prova ne è che ospita tutte le otto specie di balene e delfini dei nostri mari, in un numero decisamente  maggiore di altre zone. Tra questi, i grandi cetacei come la balenottera comune e il capodoglio, assieme a diverse specie di delfini e altri odontoceti, e molti  grossi vertebrati come tartarughe, mante mediterranee (Mobula), uccelli marini, tonni, pesci spada.

IL SANTUARIO PELAGOS. Oggi una area di quasi 90.000 km2 è protetta da una dichiarazione congiunta di Italia Francia e Principato di Monaco; il coinvolgimento di tre nazioni ne fa un parco “trans-nazionale”, primo caso del suo genere dal punto di vista giuridico. Si estende dalla costa italo-francese fino al nord della Sardegna, comprendendo Corsica e Arcipelago Toscano. Ne fanno parte non solo zone costiere ma anche e soprattutto vaste aree d’alto mare, con fondali che raggiungono i 2.500 metri di profondità.

La sua istituzione – poi avvenuta nel 1999 – fu proposta per la prima volta proprio da Tethys, presso l’Associazione “Fondazione Europea Rotary per l’Ambiente” con il patrocinio del Consiglio d’Europa, sulla spinta delle proprie ricerche che avevano messo in luce la particolare ricchezza della ceto-fauna di questo tratto di mare.

Nonostante la protezione formale, molte sono ancora le minacce che incombono sui cetacei del Santuario, dall’inquinamento, chimico e acustico, alle collisioni con le grandi navi, alle catture accidentali negli attrezzi da pesca, al depauperamento del cibo a causa della sovra-pesca, fino ai cambiamenti climatici.

Oggi la raccolta dati del Cetacean Sanctuary Research è probabilmente quella sul più lungo arco temporale del suo genere, sempre con l’obiettivo di gettare le basi per una migliore tutela dei cetacei e dell’ambiente di questa preziosa zona del Mediterraneo.

Di più sul Santuario Pelagos (in inglese)