Vivendo a bordo i partecipanti aiutano i ricercatori ad avvistare e raccogliere i dati su delfini e balene nel Santuario dei Cetacei

Il programma è diverso dal semplice whale-watching: verrete infatti coinvolti in tutti i vari aspetti della ricerca di campo, senza aver bisogno di particolari conoscenze scientifiche o nautiche

Il progetto CSR si basa sulla partecipazione di persone che abbiano entusiasmo e voglia di aiutare nella raccolta dati e nei vari aspetti della vita a bordo. I ricercatori terranno delle lezioni, in maniera semplice e informale, per mettere chiunque, anche senza esperienza specifica, in grado di partecipare alle attività, e di comprendere le finalità degli studi. Ecco di seguito come si svolge la giornata-tipo dei partecipanti al progetto Cetacean Sanctuary Research a bordo del motor-sailer “Pelagos”.

Cosa fanno i partecipanti?

Ogni giorno in cui le condizioni meteo lo permettono verrà trascorso in mare. Balene e delfini si avvistano più facilmente quando il mare è calmo. I partecipanti vengono coinvolti in svariate attività, dai turni di avvistamento durante il giorno alle guardie notturne (se le condizioni del mare permettono di stare fuori anche di notte).

Inoltre aiutano i ricercatori nella raccolta di dati scientifici, tra cui la registrazione della posizione geografica degli avvistamenti, la durata delle immersioni degli animali, il comportamento, le dimensioni e la composizione dei gruppi di cetacei. In certi casi si raccolgono anche campioni di feci e di prede per ottenere informazioni sulle abitudini alimentari delle balenottere e dei capodogli.

barca con globicefali

I ricercatori tengono lezioni sulla biologia e la conservazione dei cetacei, mentre lo skipper è sempre disponibile a rispondere a eventuali domande sulla navigazione e la marineria.

Spesso ricercatori e partecipanti ascoltano le vocalizzazioni registrate in mare, e collaborano nell’elaborazione delle foto digitali, che permettono di riconoscere differenti individui di balene e delfini.

Come avviene la raccolta dei dati?

Molte e varie sono le tecniche impiegate. A seconda della specie – nel Santuario ne vivono 8 diverse – vengono fotografate determinate parti del corpo di ogni cetaceo; questo serve per riconoscere i singoli individui con la tecnica della “foto-identificazione”.

Nelle balenottere invece si riprendono sia il profilo della pinna dorsale, sia i cosiddetti “blaze” e “chevron”, che sono delle caratterictiche pigmentazioni bianche dietro allo sfiatatoio, sul lato destro del corpo.

balenottera comune

I capodogli si riconoscono soprattutto dal profilo della pinna caudale, che emerge sopra la superficie al momento dell’immersione. Anche la pigmentazione della pelle può essere utile.

coda capodoglio

I grampi vengono identificati dai segni bianchi, dalla forma e dalle indentature del profilo della pinna dorsale.

grampo con piccolo

I tursiopi e i globicefali si identificano soprattutto dalle pinne dorsali, mentre per grampi e zifii è utile la pigmentazione ed eventuali graffi sulla pelle.

Quando sono in immersione, i capodogli vengono seguiti acusticamente attraverso una cortina idrofonica trainata dalla barca. Ascoltandone le tipiche vocalizzazioni, i ricercatori sono in grado di seguire gli animali anche per ore. Vengono registrati i suoni anche di globicefali, grampi e stenelle.

Si può stimare la lunghezza di un capodoglio grazie alla tecnica della “fotogrammetria”, che prevede l’uso di una fotocamera digitale e di un binocolo con misuratore laser della distanza.

capodoglio

In alcuni casi, quando i grampi o i globicefali vengono a nuotare di fronte alla prua della barca, si usa una spugnetta attaccata in cima a un’asta per raccogliere minuscoli frammenti di pelle per le analisi genetiche – una tecnica assolutamente non-invasiva.

grampi

Tra un avvistamento e l’altro…

Naturalmente ci sono anche momenti di relax, magari con un bagno tra un avvistamento e l’altro o un po’ di “snorkeling” lungo la costa.

Oltre ai cetacei, il Santuario ospita anche molti altri animali, che si possono incontrare regolarmente: diverse specie di pesci, invertebrati, tartarughe, uccelli marini.

pesce luna

Volontari e ricercatori a volte si impegnano anche in sessioni di “cucina creativa”.

… e spesso una lunga giornata densa di lavoro ed emozioni termina con uno spettacolare tramonto in mare, magari anche in compagnia di un gruppo di globicefali.

I volontari hanno l’opportunità di prendere parte a un’esperienza davvero indimenticabile, a diretto contatto con l’ambiente marino e i suoi affascinanti abitanti – spesso anche incontrando persone di tutto il mondo.

C’è inoltre la possibilità di esplorare località e paesaggi affascinanti. Se le condizioni meteo sono sfavorevoli, i volontari possono partecipare a gite nell’entroterra, visitare la città di Sanremo o il Museo Oceanografico di Monaco.