Ionian Dolphin Project ha come obiettivo di assicurare la conservazione di due specie di delfini che abitano le acque della Grecia

I delfini comuni, rari nel Mediterraneo, e i tursiopi vengono studiati con diverse tecniche di ricerca per meglio capire come interagiscono con il loro ambiente e come tutelarli

I delfini che popolano le acque costiere della Grecia sono sottoposti a pesanti minacce. Alcune popolazioni devono infatti affrontare la crescente presenza umana, mentre altre sono addirittura  scomparse del tutto da aree che prima costituivano il loro habitat. L’Ionian Dolphin Project mira a garantire la sopravvivenza a lungo termine di due diverse specie di delfini che vivono in due aree costiere della Grecia occidentale: il golfo di Amvrakikos e l’arcipelago interno del mar Ionio.

tursiope (Tursiops truncatus)

Tursiopi (Tursiops truncatus)

Rappresentano la specie di cetacei costiera più abbondante nel Mediterraneo, e hanno subito molti e diversi effetti negativi a causa delle attività umane. Fino al 1960 sono stati uno dei principali obiettivi delle campagne di abbattimento, con il risultato di migliaia di animali uccisi. In tempi recenti, tra le minacce più importanti ci sono: mortalità accidentale nelle reti, esaurimento delle prede causata dalla pesca eccessiva, effetti del degrado dell’habitat, traffico marittimo, inquinamento acustico e chimico. I tursiopi del Mediterraneo sono stati proposti per essere classificati come specie vulnerabile nella recente Lista Rossa predisposta dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

delfino comune (Delphinus delphis)

Delfini comuni (Delphinus delphis)

Un tempo una delle specie di cetacei più abbondanti nel Mediterraneo, sono diminuiti in tutta la regione fin dagli anni Sessanta. Attraverso il monitoraggio a lungo termine l’Ionian Dolphin Project cerca di chiarire come le comunità di delfini locali interagiscano con l’ambiente e come le attività umane – particolarmente pesca e inquinamento – possano influenzarne la conservazione. Utilizzando tecniche all’avanguardia, il progetto contribuisce a: 1) procurare informazioni utili per la gestione, 2) promuovere la conservazione marina in Grecia, 3) sostenere gli sforzi di conservazione nella più ampia regione mediterranea.

Nel 2003 la popolazione mediterranea è stata classificata come specie a rischio nella Lista Rossa IUCN. Nel 2006 sono stati inoltre inclusi nell’appendice I e II della Convenzione sulla conservazione delle specie migratorie (Convenzione di Bonn – CMS). Tra le cause del loro declino, l’esaurimento di prede causato dall’eccessivo sfruttamento della pesca, e la mortalità accidentale nelle reti.

I metodi di ricerca

  • Monitoraggio dei delfini nelle aree di studio, condotto giornalmente dal gommone a chiglia rigida, euipaggiato da motore fuoribordo 100HP.

  • Foto-identificazione  utilizzata per ottenere stime di abbondanza dei delfini e informazioni sui movimenti, sull’utilizzo dell’habitat, sull’organizzazione sociale e sul successo riproduttivo dei diversi individui.

  • Monitoraggio della dimensione dei gruppi e del comportamento dei delfini durante le sessioni di osservazione a lunga durata, che vengono successivamente analizzate attraverso un software GIS.

  • Monitoraggio di altre specie marine, tra cui tartarughe, tonni, pesce spada e uccelli durante le uscite in mare.

  • Esame di eventuali delfini morti trovati alla deriva o spiaggiati nell’area di studio,  per individuare, quando possibile, le cause del decesso, e raccolta di campioni biologici per ulteriori indagini. Viene anche monitorata la presenza di delfini impigliati in attrezzi da pesca.

  • Valutazione delle interazioni tra delfini e attività di pesca locali.

Esempio di evoluzione della pinna dorsale di un tursiope osservato regolarmente dal team IDP nel Mar Ionio tra il 2004 e il 2010

pinne delfini