Gruppo familiare di capodogli: un avvistamento raro nel Santuario Pelagos – che riaccende l’allarme collisioni
Un incontro emozionante per i partecipanti alle crociere di ricerca in mar Ligure (assieme a quello con il giovane “curioso” che si avvicna alla barca). Un episodio che però richiama anche l’attenzione sui pericoli del traffico marittimo.
“Mi tremavano le gambe!” confida Andrea Savi di Piacenza, uno dei partecipanti di citizen science a bordo della barca “Pelagos” lo scorso 11 giugno. “È stata un’esperienza incredibile, in cui non avrei mai osato sperare. E le vocalizzazioni, che potevamo sentire grazie all’idrofono di bordo, hanno reso questo incontro davvero magico”.
Uno avvistamento fuori del comune ha infatti segnato l’inizio della nuova stagione di ricerca del progetto Cetacean Sanctuary Research nel Santuario Pelagos. Partiti da Portosole Sanremo, i ricercatori e i partecipanti hanno osservato un gruppo familiare di capodogli (Physeter macrocephalus), composto da un piccolo, un giovane, e da un adulto, presumibilmente la mamma, assieme a un altro individuo dal comportamento decisamente insolito, un comportamento raramente osservato nella nostra zona.
Nell’area di studio di Tethys, i capodogli vengono avvistati regolarmente; sono prevalentemente maschi adulti o subadulti e si incontrano perlopiù singolarmente. I gruppi familiari, di femmine con piccoli, invece si trovano in genere più a sud, paradossalmente fuori dal Santuario istituito per la tutela dei cetacei.
Pur non essendo la prima volta, l’avvistamento di un gruppo familiare in quest’area, è inatteso anche in quanto la maggior parte degli incontri con femmine e piccoli negli anni passati erano avvenuti più tardi, da agosto in avanti.
La composizione del gruppo era di un adulto di 9 metri stimati, mentre il più piccolo era lungo attorno ai 5 metri, si pensa quindi che avesse all’incirca un anno di età; il terzo era sempre giovane, ma un po’ più grande. Un controllo tramite le foto della coda ha portato a una prima sorpresa: la (presunta) femmina era già stata avvistata nell’ottobre dell’anno scorso. E inoltre, a poca distanza si trovava un altro giovane, più indipendente, ma probabilmente sempre legato al gruppo.
Per chi era a bordo, è stato un momento di forte emozione, ma anche un’importante occasione di riflessione. La presenza di piccoli capodogli nel Santuario richiama infatti ancora una volta l’attenzione su una delle principali minacce che questi animali affrontano nel Mediterraneo: le collisioni con le imbarcazioni.
I maschi adulti compiono immersioni molto profonde e trascorrono relativamente poco tempo in superficie a respirare, mentre i piccoli e i giovani capodogli tendono a rimanere in superficie, e questo li espone maggiormente al rischio di impatto anche mortale con barche e navi.
“ Dal 2017 gli avvistamenti di gruppi familiari nel Santuario Pelagos sembrano aumentati,” spiega Maddalena Jahoda ricercatrice e divulgatrice scientifica di Tethys, “e negli ultimi sei anni sono diventati relativamente regolari. Le cause non sono ancora chiare e rappresentano uno degli aspetti che i ricercatori stanno cercando di comprendere; un fenomeno che da un lato ci offre nuove opportunità di studio, dall’altro ci preoccupa per i rischi che questi animali possono incontrare in un’area caratterizzata da intenso traffico marittimo”.
“Peraltro è una questione che abbiamo avuto di fronte agli occhi fin dalle prime uscite di quest’anno,” spiega Caterina Lanfredi, la nuova responsabile da quest’anno del progetto nel mar Ligure, “cioè da quando abbiamo avvistato ‘Freddy’ e ‘Fralu’, individui che monitoriamo rispettivamente da 17 e da 9 anni, e che abbiamo riconosciuto immediatamente dalle inconfondibili cicatrici sul corpo“.
Ma l’avvistamento che ha maggiormente colpito i partecipanti alla crociera nel corso della stessa uscita è stato quello del giovane capodoglio che si è avvicinato spontaneamente all’imbarcazione, girandole intorno e sporgendo la testa come a osservare a sua volta le persone – un comportamento molto raro osservato solo poche volte, di cui l’ultima nel 2023.
Ogni settimana una decina di persone affianca i ricercatori di Tethys nelle attività di monitoraggio dei cetacei del Santuario Pelagos. Anche senza esperienza precedente, i partecipanti imparano le tecniche della ricerca sul campo, contribuendo alla raccolta dei dati e acquisendo una maggiore consapevolezza dell’importanza della conservazione marina.









