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Bilancio di metà estate nel Santuario Pelagos: oltre 130 avvistamenti di cetacei

Nei primi due mesi della stagione di ricerca, il progetto Cetacean Sanctuary Research ha osservato sei delle otto specie di cetacei regolarmente presenti nel Ponente ligure: balenottere comuni, capodogli, zifii e delfini con i piccoli – anche se l’altra frequenza di avvistamenti in una zona non necessariamente riflette un generale stato favorevole di conservazione dei cetacei né del Mediterraneo.

L’estate è ancora lontana dalla conclusione, ma i primi due mesi di ricerca raccontano già una stagione particolarmente ricca di incontri. Da maggio, ricercatori e partecipanti di citizen science sono tornati a navigare a bordo della Pelagos per il 38° anno del progetto Cetacean Sanctuary Research, raccogliendo dati preziosi sui cetacei del Santuario Pelagos.

Finora il monitoraggio ha portato a oltre 130 avvistamenti e all’osservazione di sei delle otto specie di cetacei regolarmente presenti nell’area. Un risultato favorito anche dalle ottime condizioni meteomarine di questa stagione, che hanno permesso di trascorrere molte ore di ricerca in mare.

Ma i numeri raccontano solo una parte della storia. A rendere speciale questo inizio di stagione sono soprattutto gli incontri: grandi concentrazioni di balenottere comuni, numerosi capodogli, zifii, grampi e diversi piccoli osservati accanto alle madri, un segnale importante per comprendere come le diverse specie utilizzino quest’area del Mediterraneo.

Tra gli eventi più interessanti, l’avvistamento di un numero sensibilmente maggiore degli anni passati di balenottere comuni, concentrate in un’area molto ristretta, tra le 20 e le 30 miglia dalla costa, probabilmente richiamate dall’elevata disponibilità di krill.

Aumentano molto anche gli incontri, 30 in tutto finora, con i capodogli, l’altra specie di grande cetaceo regolarmente presente nel Santuario Pelagos. Dal profilo della coda e da altre marcature naturali, i ricercatori sono in grado di riconoscere gli individui; oltre ad alcuni già presenti nel catalogo fotografico e finora riavvistati, se ne sono aggiunti di nuovi, tra cui anche femmine con i piccoli e gruppi di giovani, un dato degno di nota considerato che solitamente l’area è frequentata soprattutto da maschi adulti e subadulti.

Più numerosi? Non necessariamente…

Sono sicuramente buone notizie ma molti avvistamenti non sono necessariamente indice di popolazioni più numerose o in condizioni migliori. Sappiamo che gli animali continuano a fare i conti con numerose minacce di origine umana. Una maggiore frequenza di incontri potrebbe anche riflettere semplicemente una diversa distribuzione, con una possibile maggiore concentrazione in alcune aree per motivi ancora da chiarire.

Il capodoglio “CANON”

Avvistamento numero 100: il capodoglio Canon

Per i ricercatori e i partecipanti di citizen science a bordo della barca “Pelagos” di Flash Vela d’Altura, il centesimo avvistamento della stagione rappresenta sempre un momento speciale. Quest’anno è toccato a un capodoglio maschio di quasi 13 metri, “adottato” da Canon, il brand che da oltre dieci anni sostiene le attività di ricerca dell’Istituto Tethys; con questo nuovo incontro salgono a tre gli avvistamenti dello stesso individuo effettuati quest’anno.

Ma gli incontri particolari non finiscono qui: relativamente inusuale quello con gli zifii, cetacei normalmente concentrati nei canyon del Savonese e del Genovese e un po’ più difficili da osservare nell’estremo Ponente ligure. Tra questi, anche una femmina accompagnata dal suo piccolo.

Qualche sorpresa anche per quanto riguarda i delfini: da diversi anni, nell’area di studio di Tethys i grampi si sono fatti più rari di una volta, ma hanno comunque riservato a ricercatori e partecipanti un primo avvistamento stagionale, particolarmente prezioso, di due femmine accompagnate dai rispettivi neonati. Entrambi i piccoli presentavano ancora le caratteristiche pieghe fetali sul corpo, segno che erano nati solo da poche settimane.

Numerosi anche gli avvistamenti, sempre con piccoli, di tursiopi, i delfini tipicamente costieri, monitorati nell’Imperiese anche dall’associazione Delfini del Ponente, così come quelli di stenelle striate, osservata, come sempre con la maggiore frequenza di tutti.

Le regole in caso di incontro

L’elevato numero di avvistamenti e la presenza di piccoli rendono questo inizio di stagione unico e testimoniano l’eccezionale valore naturalistico dell’area. Tuttavia, l’aumento del traffico marittimo durante l’estate è motivo di preoccupazione per i ricercatori, poiché accresce il rischio di disturbo o collisione per i cetacei, in particolare proprio quando sono presenti dei piccoli. Per questo è fondamentale seguire alcune semplici regole:

  • avvicinarsi esclusivamente da dietro o di lato, mai frontalmente;
  • mantenere una distanza minima di 100 metri;
  • se gli animali si avvicinano spontaneamente all’imbarcazione, mettere il motore in folle;
  • evitare, in ogni caso, di separare i membri di un gruppo.

 Il monitoraggio di Tethys nell’area nordoccidentale del Santuario Pelagos, previsto fino ad ottobre, prosegue un’attività di ricerca che da quasi quarant’anni fornisce dati fondamentali per la conoscenza e la conservazione dei cetacei del Mediterraneo.

Maddalena Jahoda

Portosole Sanremo sostiene le attività di ricerca e tutela dell’ambiente marino offrendo l’ormeggio alle imbarcazioni di Tethys dal 1988.

Da oltre un decennio Canon affianca Tethys fornendo attrezzature fotografiche e video professionali

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